GABRIELE FIORUCCI BUCCIARELLI: Le matite colorate

GABRIELE FIORUCCI BUCCIARELLI: Le matite colorate

Lui è il talentuoso e brillante designer italiano tanto amato dalle celebrities di tutto il mondo. È un Prêt-à-porter di lusso, quello dello stilista romano, una contemporanea Couture Rock completamente Made in Italy che sta diventando un nuovo riferimento internazionale della moda italiana nel comparto Luxury. “La bellezza, la meritiamo tutti”. Questo il mood di Gabriele Fiorucci Bucciarelli.

Moda: dal latino modus, ovvero “modo, foggia, maniera”.
È primavera e per le strade si ha immediatamente una percezione di luminosità, leggerezza, freschezza. Questa percezione arriva diretta, senza filtri, perché ai primi caldi è come se tutti volessero uscire da un lungo letargo invernale per godere in modo pieno della luce, del sole, del primo tepore.
La conseguenza logica è che da subito – anche nelle giornate un po’ incerte – iniziamo ad indossare colori più chiari, materiali più leggeri, freschi, croccanti, piccole pallide fantasie motivi ironici e colorati, tutte caratteristiche tipiche dell’arrivo della “bella stagione”.

E sì, non ci si pensa mai, ma la moda – l’abbigliamento – influenza davvero tutto di noi, tutto: dal nostro umore al nostro aspetto, alla nostra comunicazione, a quello che vogliamom far intendere all’altro sulla nostra personalità, sulla nostramverità, e spesso comunica molto di più: caratteristiche del nostro status sociale, a tratti addirittura aspetti della nostra cultura!
Sì, non ci si pensa mai, ma la moda analizza ogni aspetto culturale ed è – come uso dire spesso – lo “specchio dell’evoluzione dell’uomo nei tempi”. Tutto è molto più evidente se osserviamo l’abbigliamento femminile, perché vediamo concretamente la trasformazione che il corpo della donna ha compiuto nei secoli attraverso l’utilizzo di “orpelli della moda”, per modificare la propria figura ed essere… oggi più sensuale, ieri più pacata.

Non ci si pensa mai, ma dietro ad una collezione di moda ci sono mesi di studio, e questo studio riguarda non solo i latest trends. Certamente i direttori creativi non possono fare a meno di considerare quale sia l’ultima tendenza o quale possa essere il colore più giusto, il materiale del momento… tutto questo certamente ha un peso, ma brand dopo brand ognuno sceglie la sua impronta personale, le caratteristiche specifiche da dare al proprio marchio e alla propria immagine, e queste derivano da studi attenti che coinvolgono tutto di quel periodo storico: dalla politica all’evoluzione sociale, alle risorse economiche, alle mutazioni climatiche e persino… ai venti di guerra o di recessione.

Una delle domande ricorrenti infatti è spesso: come sia possibile che tutti i marchi, in ogni stagione, siano inclini a proporre delle idee che, seppur diverse, abbiano tutte un minimo comune denominatore? Certamente il tessile, con le sue fiere – che arrivano mesi e mesi prima – ha una grossa influenza sul lavoro degli uffici stile, ma poi il tutto è molto più automatico di quel che sembra.
La moda è appunto uno specchio dei tempi e non fa altro che fotografare un momento per come è, e rappresentarlo, tentando di creare qualcosa che possa vestire “il corpo”, rappresentando al meglio lo stato d’animo di quel periodo storico. In questo momento siamo in quella fase in cui le Maison che si occupano di Haute Couture stanno lavorando alle prossime collezioni Autunno-Inverno, mentre chi si occupa di Prêt-à-Porter lavora alla Primavera-

Estate del 2026!
Eh sì, un balzo in avanti non indifferente, ed oggi sono davvero tanti i fattori da prendere in considerazione.
Per quel che riguarda le tonalità, ad esempio, c’è una strana tendenza che ci porta a lavorare sui colori molto accesi (oltre alla solita immancabile presenza dei colori delicati e pastello). Per le linee si seguitano a spingere questi mood over: le giacche sono ormai talmente ampie e le spalle talmente larghe che sembrano davvero voler creare una moderna divisa, una “corazza” quasi.

E che sia davvero così?
Forse che dentro una giacca così strutturata la donna di oggi si senta più forte e più sicura di affrontare questo momento? Ed ancora, forse, questa immagine ingigantita di sé offre la chance di essere vistosamente più visibile, più impositiva? Tutto sembra “casuale” nella moda e – troppo spesso – i dettagli vengono giustificati semplicemente con i trend, ma non è così!

Le lunghezze sono sempre più esasperate, e dunque lunghissime o cortissime. C’è però qualcuno che osa timidamente la proposta di una controtendenza assoluta, forse per tentare una virata a quelli in corso che sono dettami
ormai presenti da troppe stagioni, e sono diventati ad oggi imitazioni ed esaltazioni solo di sé stessi.

Si vede qua e là una gonna lunga e folk… ma a vita bassa stavolta; la blusa crop comincia pian piano a scendere, volendo suggerire l’arrivo di un castigato ma liberale look ’70s “figli dei fiori”, un’evoluzione del Coachella style, quasi a preparare i nostri corpi non più a strutturatissime corazze over, bensì a piccole giacche e camicie fascianti, con spalle contenute ad imbuto, stretti in moderne guaine divisate, pronti a combattere una nuova contemporanea lotta… ma “corpo a corpo”.

E i mood sono completamente divisi tra il radical chic e il sexy assoluto, ma un sexy talmente forte da essere spesso esasperato, da trasformarsi quasi in erotismo. Questo è lo specchio dei tempi. Un’epoca che ricalca la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90 per certi versi, ma mentre nel secolo scorso quella giostra di colori, forme e brillantini, mixati a cotonature, blush e ombretti punk, aveva il senso dell’impudenza di un’epoca che voleva gridare la sua rivincita dopo decenni di costrizione e affermare una forte rinascita economica e sociale (una vera evoluzione della specie), ai giorni nostri le stesse caratteristiche vengono usate per mascherare crepe insanabili, per corazzarsi di una sfacciata arroganza che ci hanno insegnato i social network e – almeno – “tentare” di somigliare a un’immagine vincente di noi stessi, che vorremmo se non altro arrivasse agli altri, seppur non ci rappresenta. Le paillettes amatissime degli anni 2000, come negli anni ’70, hanno ceduto il passo a ricami di veri cristalli, di cui la tecnologia ha studiato centinaia di nuovi patterns e ancoraggi sui capi, così che tutto possa essere più: veloce, rapido, immediato. È una corsa contro il tempo la nostra, un tempo in cui bisogna ancora “apparire” forse più di prima, il che spiega tutte le esasperazioni che siamo abituati a vedere. Come nell’evoluzione del gender fluid, la traslazione dell’abbigliamento da donna sull’uomo come tendenza ormai assodata… Ma non sarebbe stato meglio creare qualcosa di veramente nuovo per il giovane uomo di oggi 3.0?

Piuttosto che – come da sempre è avvenuto per la donna negli ultimi due secoli – prendere in prestito dei capi dal guardaroba dell’altro sesso? Perché la fluidità non deve significare appiattimento, ma evoluzione!
Ed ora io, tra i disegni della mia nuova collezione Primavera-Estate 2026, torno alle mie “matite colorate”!

Gabriele Fiorucci Bucciarelli
www.gabrielefioruccibucciarelli.com

Image

POPULAR Magazine racconta la nuova cultura del lusso, dove moda, lifestyle ed economia digitale si incontrano per interpretare tendenze, protagonisti e scenari del futuro contemporaneo.

Redazione Italia
Milano - Galleria del Corso,4

info@magazinepopular.com
Image
Blotix FZ LLC
8th Floor, Future Fwd Business Hub
Parcel B, Expo City Dubai
Expo Road - Dubai - UAE
Image

Menu Principale

Policy Web

Image
MENÙ PRINCIPALE
Image