Cronache da Champagne Experience di Bologna

Cronache da Champagne Experience di Bologna

ANDREA RUSSETTI: Il Lusso del tempo. Alla Champagne Experience di Bologna abbiamo cercato la Champagne che parla di tempo: lunghe soste sui lieviti, texture cremosa e aromi che si aprono come pagine di un libro. Champagne non è solo bollicina: è tempo, pazienza, stratificazione. Nella nuova sede di Bologna è andata in scena l’ultima Champagne Experience, un evento di caratura mondiale, il palcoscenico italiano per incontrare maison storiche e piccoli vigneron, il secondo evento più importante su questo territorio (il primo è l’anteprima di Reims).

Più di 170 Aziende e oltre 900 bottiglie, un mosaico di terroir e filosofie e una serie di masterclass dedicate e con figure di spicco del settore, per comprendere questo territorio straordinario, sfaccettato, di tradizione vinicola eccelsa e radicata. Noi abbiamo assaggiato maison storiche e piccoli vigneron, cercando calici dalla trama costruita dal tempo, ricchi di cremosità, patisserie e mineralità. Bottiglie intime, lungamente attese e coccolate nella loro sosta sui lieviti che ci hanno mostrato come mani sapienti sanno trasformare l’attesa in profondità di linguaggio.

Ma cosa significa sosta sui lieviti?
Facciamo un passo indietro.“ Venite presto, sto bevendo le stelle!”. Con queste parole, attribuite al monaco benedettino Dom Pérignon, si narra che sia nato il mito della Champagne. La leggenda racconta che alcune bottiglie, dimenticate in cantina, iniziarono a fermentare di nuovo e alcune scoppiando catturarono l’attenzione del monaco. Da quell’incidente fortuito nacque la magia delle bollicine, codificato in una procedura precisa, il Metodo Champenoise: Dopo la prima fermentazione, il vino (fermo) viene imbottigliato con l’aggiunta di una liqueur (lieviti e zuccheri) de tirage, avviene quindi una seconda fermentazione il cui prodotto principale sono le bollicine. È qui che il tempo fa la differenza, le bottiglie restano coricate nel buio della  cantina, a contatto con i lieviti che fermentano, liberando molecole che trasformano il vino: la freschezza iniziale evolve in complessità, la mousse diventa pi. fine, il sorso più cremoso. Questa fase, chiamata “sosta sui lieviti”, può durare mesi o anni e regala al vino una nuova dimensione: nascono aromi di brioche, panificazione, nocciola, miele, burro e spezie, la texture diventa cremosa e vellutata, una profondità che non si ottiene in altro modo. L’attesa . un gesto di rispetto verso il vino e verso chi lo berrà. Il tempo . un costo ma . un atto d’amore. Il procedimento si ultima con la sboccatura, con l’eliminazione dei residui, eventualmente aggiungendo la liqueur d’exp.dition per dosare il prodotto finale (rendendolo più o meno dolce) e compensare il volume perso.


Come leggere un’etichetta di Champagne?
Il Comité Champagne ha proposto un modello “a rettangoli”, dove ogni riquadro corrisponde a un’informazione chiave: Appellation “Champagne”: garantisce l’appartenenza all’ AOC Champagne, poi Produttore e tipologia. Il Dosaggio: indica la quantità di zucchero (Brut Nature/Zero, Extra Brut , Brut, Extra Dry, Sec, Demi-Sec, Doux). L’ Annata: se riportata, significa che è un millesimato, quindi da una vendemmia specifica, diversamente è l’assemblaggio di più annate. Cru o villaggio può comparire la menzione Grand Cru o Premier Cru. Infine Volume e grado alcolico: dati obbligatori, insieme al nome e indirizzo del produttore. In poche righe, l’etichetta racconta già tanto della bottiglia: chi l’ha prodotta, da dove viene, come è stata pensata. Tante Degustazioni memorabili che vogliamo farvi ripercorrere attraverso le sue sottozone e le loro differenze. • La Montagne de Reims è Il regno del Pinot Noir, qui troviamo vini di Potenza e struttura, amplificate nelle soste sui lieviti.

Tra le maison ci han colpito: • Louis Roederer — Vintage 2016. E’ una Maison nota per cantina, a contatto con i lieviti che fermentano, liberando molecole che trasformano il vino: la freschezza iniziale evolve in complessità, la mousse diventa più fine, il sorso più cremoso. Questa fase, chiamata “sosta sui lieviti”, può durare mesi o anni e regala al vino una nuova dimensione: nascono aromi di brioche, panificazione, nocciola, miele, burro e spezie, la texture diventa cremosa e vellutata, una profondità che non si ottiene in altro modo. L’attesa è un gesto di rispetto verso il vino e verso chi lo berrà. Il tempo è un costo ma è un atto d’amore. Il procedimento si ultima con la sboccatura, con l’eliminazione dei residui, eventualmente aggiungendo la liqueur d’expédition per dosare il prodotto finale (rendendolo più o meno dolce) e compensare il volume perso. Come leggere un’etichetta di Champagne? Il Comité Champagne ha proposto un modello “a rettangoli”, dove ogni riquadro corrisponde a un’informazione chiave: Appellation “Champagne”: garantisce l’appartenenza all’ AOC Champagne, poi Produttore e tipologia.

Il Dosaggio: indica la quantità di zucchero (Brut Nature/Zero, Extra Brut , Brut, Extra Dry, Sec, Demi-Sec, Doux). L’ Annata: se riportata, significa che è un millesimato, quindi da una vendemmia specifica, diversamente è l’assemblaggio di più annate. Cru o villaggio può comparire la menzione Grand Cru o Premier Cru. Infine Volume e grado alcolico: dati obbligatori, insieme al nome e indirizzo del produttore. In poche righe, l’etichetta racconta già tanto della bottiglia: chi l’ha prodotta, da dove viene, come è stata pensata. Tante Degustazioni memorabili che vogliamo farvi ripercorrere attraverso le sue sottozone e le loro differenze. • La Montagne de Reims è Il regno del Pinot Noir, qui troviamo vini di Potenza e struttura, amplificate nelle soste sui lieviti. Tra le maison ci han colpito: • Louis Roederer — Vintage 2016. E’ una Maison nota per cantina, a contatto con i lieviti che fermentano, liberando molecole che trasformano il vino: la freschezza iniziale evolve in complessità, la mousse diventa più fine, il sorso più cremoso. Questa fase, chiamata “sosta sui lieviti”, può durare mesi o anni e regala al vino una nuova dimensione: nascono aromi di brioche, panificazione, nocciola, miele, burro e spezie, la texture diventa cremosa e vellutata, una profondità che non si ottiene in altro modo.

L’attesa è un gesto di rispetto verso il vino e verso chi lo berrà. Il tempo è un costo ma è un atto d’amore. Il procedimento si ultima con la sboccatura, con l’eliminazione dei residui, eventualmente aggiungendo la liqueur d’expédition per dosare il prodotto finale (rendendolo più o meno dolce) e compensare il volume perso. struttura e precisione, lo stile identificativo, elegante e ricco.

Sorso vibrante, tessitura cremosa, note di frutta bianca matura e brioche, frutti di bosco. Equilibrio perfetto tra tensione minerale e cremosità.

• Henriot — Cuvée Hemera 2013 maison dallo stile elegante e fresco. Una piccola opera d’arte, Fiori bianchi e fine pasticceria.

• Monmarthe Champagne — Privilège Premier Cru Brut Potenza di Reims, scorrevolezza sorprendente. Castelnau

• Brut Millésime 2006 Produttore: maison con storia e stile tradizional e. Peculiarità: maturità evoluta, note di nocciola e miele controllate, corpo importante.

• Champagne Mailly Grand Cru – Les Echansons 2013 ot Noir in purezza, profondità e note speziate, molto rappresentativa di Reims.

• Bertrand Delespierre — Origines Croisées e Chardonnay Les Amoureuses Premier Cru - è un vigneron che lavora parcelle singole con cura.

Lo chardonnay di precisione, il rosè è un concentrato di frutta rossa e struttura. Altra etichetta bellissima è Lame 2015 Premier Cru Extra

• Brut dégorgement 2024 equilibrio tra evoluzione e vivacità.

• Alain Vesselle Rosé St Éloi Bouzy Grand Cru Rosé Saignée - Bouzy è sinonimo di potenza per il Pinot Noir.

Apre con note di piccoli frutti rossi e spezie in bocca una bevuta di grande struttura.

• Vallée de la Marne – Qui il Meunier, spesso visto come complementare negli uvaggi, qui mostra la sua nobiltà e la sua grazia enfatizzata dal tempo. Ecco alcuni assaggi iconici:

• Joseph Perrier - La Côte à Bras Parcelle AH83 Millésime 2015 è una storica maison con attenzione alle parcelle; stile classico.

Una bevuta identificativa del terroir, svela note di mela cotogna, croissant, finale sapido. Interessante anche la Cuvée Joséphine Extra Brut cuvée iconica della maison, di raffinatissimo equilibrio tra frutto e note di frutta a guscio e crema pasticcera. Storia e modernità in un bicchiere.

• Virginie T. Transmission Grands Millésimes Brut e Brut Nature Millésime 2009 T. Come Taittinger, un nome al quale son legati e che ha nel sangue la storia della Denominazione, Virginie T. ne porta la memoria con forte identità di parcella. Le letture territoriali di queste bottiglie sono nette, le peculiarità sono mineralità, lunghe maturazioni che amplificano i sentori nei vini che centrano perfettamente i varietali e poi si aprono in caleidoscopi sensoriali.

• Champagne Princes Extra Brut — De Venoge altra maison storica con cuvée di grande carattere. La bottiglia è iconica e ci anticipa un vino che vuole essere assolutamente protagonista, Assaggio secco, incisivo, adatto a palati che cercano tensione e identità, carattere.

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