Quella di Benedetta Parodi è una carriera piena di ingredienti vincenti: da Cotto e Mangiato a I menù di Benedetta, passando per Senti chi mangia fino a Bake Off Italia. Con la sua spontaneità e il suo stile inconfondibile, è diventata l’icona della cucina casalinga, dimostrando al mondo che sì, si può cucinare anche con il soffritto surgelato (e senza sensi di colpa!). Da 25 anni condivide la vita con Fabio Caressa, e ora ha deciso di raccontare la loro storia in un libro scritto a quattro mani: “Calcio e Pepe. Insieme è meglio” edito da Sperling & Kupfer. In questa intervista ci parla di amore, carriera, dolci (ovviamente!) e sogni ancora da… sfornare
Benedetta, tu e tuo marito Fabio avete festeggiato i 25 anni di matrimonio. Il vostro libro è più un regalo a voi stessi o ai lettori?
Sicuramente a noi! (sorride) È stato bellissimo scriverlo insieme, ricordare i momenti più divertenti, quelli più toccanti e quelli che ci hanno emozionato di più. Un modo per rivivere la nostra storia con leggerezza, in un certo senso è un regalo che ci siamo fatti per celebrarla, ma speriamo che anche i lettori possano trovarci qualcosa di speciale.
Chi dei due ha ricordato più dettagli?
Io! Ho impostato la struttura del libro, iniziavo i capitoli e poi Fabio li completava. Sicuramente sono stata io a recuperare più ricordi.
Eppure, all’inizio, eri tu quella titubante tra i due. Cosa ti frenava?
A parte la brutta cravatta del primo incontro? (ride) In quel periodo avevo il mio primo vero lavoro, ero indipendente e felice così. Sapevo che con Fabio sarebbe stata una storia importante, ma io non ne volevo una… o almeno ci provavo! Alla fine, ho smesso di scappare. Infatti poi lui ti ha chiesto di sposarlo su un aereo di ritorno dagli Stati Uniti.
Ma nel libro raccontate che tu non hai risposto nulla! Come ti difendi?
Dichiaro di non aver sentito la proposta! (ride) Odio volare, ero agitata a causa del viaggio lunghissimo… non mi ero neanche accorta che Fabio stesse parlando!
Hai detto che la più grande forma di amore è “lasciarsi liberi”. Cosa significa per te?
Significa rispettare lo spazio dell’altro, senza ossessionarlo o chiedere continue conferme. L’amore non ha bisogno di lacci o legami troppo stretti, ma di fiducia.
Hai costruito un grande amore e una splendida famiglia, ma anche una carriera televisiva di successo. Da giornalista a volto simbolo della cucina in TV: quando hai capito che quella era la strada giusta per te?
A dire il vero, il giornalismo non mi ha mai appassionato del tutto. Amo scrivere, ma non sono una persona curiosa o che sa rincorrere la notizia. Sono una distratta! Però avevo una passione per la cucina che il mio direttore ha notato. Mi ha proposto una rubrica e io ho accettato. Da lì è nato tutto.
Perché, secondo te, il tuo modo di cucinare ha avuto, fin da subito, tanto successo?
Perché nel 2008 la cucina in TV era dominio degli chef e io, invece, cucinavo da casa, con le mie padelle vecchiotte e usando il soffritto congelato per comodità. Questo ha scandalizzato qualcuno, ma ha conquistato chi si è riconosciuto in me, nella mia semplicità. Chi vuoi che cucini davvero come uno chef stellato? E poi sono arrivati i tacchi… Sì, quando sono passata in uno studio tv. Era il mio modo per dire: “Ok, cucino, ma resto una donna che ama vestirsi bene!”. Chi ha detto che in cucina si deve stare in ciabatte, grembiule e bigodini?
La prima edizione di Bake Off Italia risale al 2013. Oltre al profumo di vaniglia, qual è l’ingrediente segreto che rende quel programma così speciale?
I dolci, di per sé, sono già un’attrazione irresistibile. Ma il vero ingrediente magico è il clima positivo. Bake Off è un talent senza aggressività, basato sui buoni sentimenti. I concorrenti si aiutano, si affezionano. Dimostra che si può gareggiare restando amici. Ed è questa, forse, la vera rivoluzione.
A proposito di dolci, se tu fossi un dessert quale saresti?
Una torta di mele: semplice, versatile, sempre una garanzia di bontà!
Sei sempre così in forma, ma i dolci li cucini e li mangi davvero?
Certo che li mangio! Poi però mi alleno con costanza ogni giorno, anche solo per poco. E quando si avvicina il set, scatta la dieta ferrea!
Hai collezionato tante esperienze professionali, ma c’è ancora un sogno che aspetta di diventare realtà?
Sì, due. Scrivere un romanzo quando andrò in pensione e condurre un programma con Fabio. Magari un contenitore mattutino o pomeridiano… sarebbe il modo perfetto per proseguire la nostra carriera insieme.
Benedetta, quella che vivi oggi è la vita che immaginavi da bambina?
Forse no, da piccola sognavo di diventare una scrittrice di romanzi. Ma la vita, si sa, ha un modo tutto suo di fare accadere le cose e questa versione del mio sogno non mi dispiace affatto… anzi, direi che è decisamente bella e che mi sta regalando tante soddisfazioni. E chissà, magari un giorno arriverà anche quel romanzo…



