Alviero Martini racconta: Rio de Janeiro

Alviero Martini racconta: Rio de Janeiro

“A Rio non esistono codici rigidi di moda: uno short, una t-shirt e, ovviamente, le infradito sono il “costume nazionale” che ti permette di accedere quasi a tutte le situazioni. Qui le persone non ti giudicano per come sei vestito, ma ti ascoltano guardandoti negli occhi. È una sensazione bellissima che rende Rio non solo da visitare, ma da vivere e sentire profondamente”.

Rio de Janeiro è una città che respira al ritmo dell’oceano. Al mattino, la luce si riflette sulle acque di Copacabana, dove i surfisti aspettano l’onda giusta e la gente cammina scalza lungo la calçada. Poco più in là, a Ipanema, la città si risveglia tra profumo di caffè e suono di chitarre, mentre le colline del Dois Irmãos si stagliano sul cielo limpido. Nelle strade di Santa Teresa si incontrano artisti e poeti, tra tram gialli che scricchiolano in salita e muri coperti di graffiti che raccontano sogni e disillusioni. A Lapa, la notte vibra di musica: samba, forró, risate e bicchieri che tintinnano sotto gli archi coloniali. Ma Rio non è soltanto festa: è anche lo sguardo intenso delle favelas che guardano la città dall’alto, la contraddizione tra ricchezza e lotta quotidiana, tra splendore e ferite ancora aperte.

Dalla cima del Corcovado, il Cristo abbraccia tutto e osserva una città che non si ferma, che balla, che crede ancora nella gioia. È una metropoli umana, viva, imperfetta, vera. E quando il sole tramonta dietro il Pan di Zucchero e il cielo si tinge d’arancio e viola, capisci che Rio non si visita soltanto, si sente. Come la sua sottile saudade, una dolce malinconia che resta nell’aria sulle note di samba. È così che ti entra dentro. Come una canzone che non smette di suonare. Per un’esperienza completa e rappresentativa di Rio de Janeiro, ecco tre luoghi imperdibili e i motivi per visitarli

Cristo Redentore
La gigantesca statua Art Déco di Gesù Cristo, una delle sette meraviglie del mondo moderno, sorge a 710 metri d’altezza sulla cima del monte Corcovado. Perché visitarlo: Oltre a essere un’icona di Rio, offre una vista panoramica mozzafiato a 360° sulla città, sulla baia, sulle spiagge di Copacabana e Ipanema e sul Pan di Zucchero. Come arrivarci: Si raggiunge con un caratteristico trenino a cremagliera che attraversa la lussureggiante foresta di Tijuca.

Pan di Zucchero (Pão de Açúcar)
Questo imponente complesso roccioso si trova alla bocca della baia di Guanabara. Perché visitarlo: Una funivia a due tratte conduce fino alla cima, regalando un’altra prospettiva incredibile e unica su Rio, perfetta per ammirare il tramonto. Cosa troverai: Sulla prima altura (Morro da Urca) si trovano bar e negozi, mentre dalla cima del Pan di Zucchero si può ammirare il litorale e l’oceano.

Escadaria Selarón
Situata tra i quartieri di Lapa e Santa Teresa, è una scalinata pubblica di 215 gradini interamente ricoperta di coloratissime piastrelle realizzate dall’artista cileno Jorge Selarón. Perché visitarla: È un’esplosione di arte e colore. Le piastrelle, provenienti da più di 60 paesi, rappresentano un omaggio personale e vibrante del mondo all’artista e a Rio. Curiosità: Un tempo la scalinata era trascurata, ma Selarón la trasformò nel capolavoro che è oggi, diventando un’icona della città. POEAU

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